Il Castello di Duino
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Eingang zum Schloss |
Il parco del castello di Duino degno di essere visitato (d'altronde fu molto apprezzato da Rainer Maria Rilke) è una vera meraviglia di fiori su diversi livelli con cascate di petali. Potrete passeggiare in questo parco e godere il piacevole contrasto rispetto all'abituale vegetazione mediterranea.
Il parco deve la sua bellezza alla cura straordinaria del principe Raimondo di Torre e Tasso, che poteva recuperare il suo possesso dopo la fine dell'occupazione inglese.
La creatrice del parco nella sua forma attuale fu a metà del XIX sec. la principessa Marie di Thurn e Taxis, la nonna di Raimondo. Il nipote ha messo in ordine e trasformato il parco negli anni 1988 e 2003.
I cipressi, i tassi e i pini servono come protezione contro la Bora. Questo famigierato vento triestino raggiunge una velocità di 120km/orari, sopratutto in questo posto esposto della costiera.
Altra tappa obbligata in una escursione ai castelli adriatici è anche il Castello Miramare nelle vicinanze.
Orari di apertura del Castello di Duino
Il parco del castello di Duino trovate qui:
34013 Duino Aurisina (TS)
Tel. 040/20.81.20 - Fax. 040/20.80.22
Email: castellodiduino@libero.it
www.castellodiduino.it
aperto dalle ore 9:30 - 17:30 (chiusura della cassa)
chiuso: martedi
ingresso:
? 6,00 prezzo intero
? 4,00 prezzo rid.
Rainer Maria Rilke
sul Castello Duino
(lettera a Hedwig Fischer dal 25 ottobre 1911)
"? wo ich bin: bei meinen Freunden, in diesem immens ans Meer hingetürmten Schloß, das wie ein Vorgebirg menschlichen Daseins mit manchen seiner Fenster (darunter mit einem meinigen) in den offensten Meerraum hinaussieht, unmittelbar ins All möcht man sagen und in seine generösen, über alle hinausgehende Schauspiele, - während innere Fenster anderen Niveaus in still eingeschlossene alte Burghöfe blicken, darin spätere Zeiten um alte Römermauern die Milderungen barocker Balustraden und mit sich selbst spielender Figuren gewunden haben. Dahinter aber, wenn man aus allen den sicheren Toren austritt, hebt sich, nicht weniger unwegsam denn das Meer, der leere Karst, und das so von allem Kleineren ausgeräumte Auge faßt eine besondere Rührung zu dem kleinen Burggarten, der dort, wo das Schloß nicht ganz den Abhang bildet, wie die Brandung sich hinunterversucht, und der Wildpark, der den nächsten Ufervorsprung für sich ausnutzt, kommt zu Bedeutung; an ihm liegt, verkürzt und hohl, der noch ältere Burgbau, der diesem schon unvordenklichen Schloß noch voranging, und an dessen Vorsprüngen, der Überlieferung nach, Dante verweilt haben soll."

